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Aiutare il cavallo durante la muta primaverile e la perdita del mantello invernale

La toelettatura non può accelerare la biologia della muta, ma può rimuovere il pelo invernale ormai staccato molto più velocemente di quanto farebbe il cavallo da solo, mantenere confortevole la pelle sottostante e portare il nuovo mantello estivo a una lucentezza adeguata. Ecco la routine che aiuta davvero, e a cosa prestare attenzione se la muta non segue il suo normale andamento.

La toelettatura non farà perdere il pelo al vostro cavallo nemmeno un giorno prima. La muta è governata dalla durata del giorno e dagli ormoni, non da quanto energicamente lo strigliate. Ciò che la toelettatura fa davvero, in modo onesto, è rimuovere molto più velocemente di quanto farebbe il cavallo da solo il pelo morto che si sta già staccando, mantenere pulita e confortevole la pelle sottostante, e far apparire lucido il nuovo mantello estivo invece di opaco e chiazzato per settimane. Questo è il vero vantaggio concreto ottenibile.

Perché i cavalli fanno la muta in primavera

Il fattore scatenante della muta primaverile è l’allungamento delle ore di luce, non la temperatura. Man mano che le giornate si allungano, l’orologio interno del cavallo modifica la produzione ormonale e il mantello invernale viene rilasciato dal follicolo per lasciare spazio a uno estivo più corto e liscio. Ecco perché un cavallo può iniziare a perdere il pelo abbondantemente anche durante un’ondata di freddo di marzo: il calendario e la luce contano più del fatto che fuori faccia ancora freddo. I cavalli tenuti sotto illuminazione artificiale, o tenuti in scuderia con la coperta per tutto l’inverno, iniziano spesso la muta prima rispetto ai cavalli che vivono all’aperto in modo naturale, perché la loro esposizione alla luce ha già di fatto comunicato al corpo che è primavera.

Cosa fa davvero la toelettatura e cosa no

Vale la pena essere onesti su questo punto, perché cambia il modo in cui impiegate il vostro tempo. Nessuno shampoo, spazzola o integratore modifica la biologia sottostante o la tempistica della muta. Ciò che la toelettatura fa in modo eccellente è rimuovere meccanicamente il pelo già morto e pronto a staccarsi, prima che abbia la possibilità di restare in uno strato grasso e aggrovigliato a contatto con la pelle. Se lasciato indisturbato, quel sottopelo morto intrappola grasso, forfora e umidità, il che è scomodo per il cavallo e può favorire quel tipo di pelle forforosa e congestionata che rende il mantello opaco molto dopo che la muta dovrebbe essersi conclusa. Una toelettatura regolare e corretta durante la muta riguarda comfort e ordine, non velocità, anche se certamente sembra più veloce perché in poche settimane fate ciò che un cavallo lasciato completamente indisturbato impiegherebbe molto più tempo a perdere da solo.

La routine quotidiana di distacco del pelo: olio di gomito e strigli

Non esiste scorciatoia che sostituisca una sessione di strigliatura adeguata. Uno strigliatoio di gomma, usato con movimenti circolari decisi su collo, spalla, corpo e quarti, è ciò che effettivamente rimuove il pelo morto dal mantello: agisce per attrito e ripetizione, non grazie a un prodotto. Proseguite con una spazzola a setole rigide per allontanare il pelo staccato, poi una spazzola più morbida di finitura su muso e zampe, dove la pelle è più sottile. Il momento migliore per farlo è dopo un po’ di esercizio o in una giornata mite e asciutta, quando il cavallo è leggermente caldo e i pori sono più aperti: strigliare un cavallo freddo di prima mattina in un giorno gelido è molto più faticoso per lo stesso risultato.

  • Iniziate con uno strigliatoio di gomma con piccoli movimenti circolari per sollevare il pelo morto dalle radici.
  • Proseguite con una spazzola rigida per il corpo, con movimenti verso l’esterno, per rimuovere ciò che lo strigliatoio ha staccato.
  • Usate una spazzola più morbida su muso, zampe e altre zone sensibili.
  • Strigliate poco ma spesso nel picco della muta: quindici minuti al giorno battono un’unica estenuante sessione di un’ora nel weekend.
  • Fatelo all’aperto se potete: risparmierete alla scuderia una piccola bufera di neve di pelo.

Il bagno caldo che velocizza il processo

Un lavaggio adeguato, se il meteo lo permette, fa più in venti minuti di diversi giorni di strigliatura a secco. L’acqua tiepida ammorbidisce e rimuove grasso e pelo staccato molto più efficacemente della sola spazzolatura, ed elimina la forfora che si accumula in un mantello in muta. È qui che un vero detergente quotidiano per il corpo dimostra il suo valore: Revive Shampoo è formulato con oli vegetali e magnesio come lavaggio rigenerante per tutti i tipi di mantello, ed è pensato per purificare senza spogliare completamente il mantello, utile durante la muta, quando la pelle sottostante sta facendo molto lavoro e non ha bisogno di restare secca e tesa in seguito. Lavate, risciacquate accuratamente e asciugate con un telo l’acqua in eccesso prima di ripassare il mantello con uno strigliatoio o un attrezzo per la muta mentre è ancora leggermente umido: il pelo staccato tende a venire via ancora più facilmente in questa fase. Per il metodo completo, la nostra guida come lavare un cavallo passo dopo passo illustra il processo dall’inizio alla fine.

Dare lucentezza al nuovo mantello estivo

Una volta che la maggior parte del vecchio mantello è uscita e il nuovo pelo sta emergendo, il compito passa dal rimuovere al rifinire. Il nuovo mantello è spesso più corto e più fine, e può apparire un po’ piatto e spento finché non si assesta correttamente. Uno spray leave-in come Release Spray Conditioner, a base di isopropyl myristate, è utile in questa fase: districa mentre spazzolate e lascia una lucentezza visibile sul nuovo mantello senza bisogno di un altro lavaggio completo. Usato con parsimonia dopo le sessioni di toelettatura, rende anche più facile per il cavallo la spazzolatura quotidiana, il che conta quando maneggiate il mantello più spesso del solito durante il picco della muta. Se il mantello continua ad apparire chiazzato o opaco nonostante tutto questo, la nostra guida mantello opaco e spento tratta le altre cause comuni da escludere.

Convivere con il disordine

Non c’è modo di evitarlo: un cavallo in piena muta perde una quantità straordinaria di pelo, che finisce ovunque. Strigliare all’aperto invece che in scuderia vi risparmia di spazzare cumuli di pelo ogni sera, e stendere un vecchio telo o una vecchia coperta sul pavimento della scuderia durante la sessione rende la pulizia più rapida. Se il vostro cavallo porta la coperta o è tenuto in scuderia sotto illuminazione, aspettatevi che la muta inizi e finisca prima rispetto a un cavallo che vive all’aperto: vale la pena saperlo per non farsi cogliere impreparati da una coperta improvvisamente troppo calda per un mantello già cambiato.

Quando non si tratta solo di muta

Una muta normale è disordinata ma uniforme, con il pelo che si stacca ovunque anziché a chiazze calve, e la pelle sottostante che appare rosea e sana una volta esposta. Se notate perdita di pelo a chiazze, croste, escoriazioni o pelle arrossata dal prurito, è un compito per il veterinario e non per il kit di toelettatura: acari, pidocchi, tigna e altre condizioni cutanee possono presentarsi in modo simile a una muta insolitamente cattiva, e i prodotti per la toelettatura non risolveranno un’infezione o un’infestazione sottostante. Un aspetto particolare da segnalare al veterinario: un cavallo anziano che non riesce a perdere correttamente il pelo, mantenendo un mantello invernale lungo e riccio fino in piena estate, può essere un segno precoce di PPID (sindrome di Cushing) e merita un’indagine veterinaria piuttosto che ulteriore spazzolatura. Se il mantello che emerge appare grasso o squamoso invece che lucido, la nostra guida mantello grasso e forfora è una lettura utile da approfondire.

Domande frequenti

Quanto dura di solito la muta primaverile?

Varia da cavallo a cavallo, ma la maggior parte impiega diverse settimane per completare la fase principale una volta che le giornate si allungano, per poi diminuire man mano che emerge il mantello estivo. I cavalli anziani e le razze autoctone con un folto mantello invernale impiegano spesso molto più tempo rispetto ai soggetti dal pelo fine.

La tosatura fa perdere il pelo più velocemente al cavallo?

No: la tosatura rimuove il mantello presente, ma non modifica il meccanismo ormonale che innesca la muta stessa. Alcuni proprietari tosano a metà muta solo per rendere più ordinato un mantello chiazzato e a metà perso, il che è una scelta estetica e non qualcosa che accelera il processo sottostante.

È sicuro lavare un cavallo durante una muta intensa, o rischia di spogliare il mantello?

Un lavaggio con uno shampoo delicato e purificante è davvero utile durante la muta: rimuove pelo staccato e grasso che la sola spazzolatura fatica a eliminare. Il punto chiave è scegliere un prodotto che pulisca senza spogliare completamente il mantello, e assicurarsi che il cavallo venga asciugato correttamente e non lasciato umido con il freddo.

Il mio cavallo anziano non ha perso bene il pelo anche se siamo in piena estate: è normale?

In realtà no. Un mantello invernale lungo e trattenuto ben oltre il normale periodo di muta è un segno noto di PPID (sindrome di Cushing) nei cavalli anziani ed è meglio farlo controllare dal veterinario piuttosto che presumere si tratti solo di una muta lenta.

Con che frequenza devo strigliare durante il picco della muta?

Sessioni brevi e quotidiane funzionano meglio di un'unica lunga sessione settimanale: quindici minuti al giorno di strigliatoio e spazzola tengono sotto controllo il pelo che si stacca senza trasformare la toelettatura in un peso, e vi permettono di accorgervi subito se qualcosa sulla pelle non sembra a posto.